Acqua, intelligenza collettiva e futuri possibili alla Biennale di Lione 2017
Cosa accomuna la ricerca artistica, i fiumi e un grande evento? L'edizione 2017 della Biennale de Lyon si pone domande ambiziose impostandole nel contesto di una modernità fluida ed estesa, nei quali i corsi d'acqua non sono soltanto un monito vivente al bene più prezioso per la vita sul pianeta, ma anche una metafora sociologica diventata simbolo di un'epoca.
Gli effetti della globalizzazione - che sta generando mobilità costante e un'accelerazione dei flussi della “liquidità” del mondo e delle identità, come analizzato dal sociologo Zygmunt Bauman – sono alla base del percorso con cui la curatrice Emma Lavigne esplora l'eredità del concetto di “moderno” nell'arte di oggi, in accordo con la definizione coniata dal poeta Baudelaire, che considerava la modernità come “il transitorio, il fugace, il contingente”. La 14th Biennale di Lyon dal titolo Floating Worlds, si terrà dal 20 settembre 2017 al 7 gennaio 2018. La Biennale attraccherà nel cuore di un territorio la cui identità è stata in parte plasmata dall'onnipresenza di acque fluviali, essendo attraversata dal Rodano e Saona. Si riattiverà il regno fantasioso trasportato dal Rodano e il suo affluente, producendo una topografia simile a quella di un arcipelago: i mondi galleggianti della Biennale di Lione saranno dunque scossi dal vento delle rivolte per i diritti e dagli slanci poetici ed estetici. Tra i partecipanti Cildo Meireles, Ernesto Neto, Lygia Pape, Daniel Steegman Mangrané.
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